PROTAGORA

 Protagora di Abdera (circa 490 – 420 a.C.) è considerato il padre della sofistica. Fu il primo a farsi chiamare "sofista" e a insegnare dietro compenso, portando il centro della riflessione filosofica dal cosmo all'uomo.

La sua filosofia è celebre per aver scardinato l'idea di una "verità assoluta", introducendo i concetti di relativismo e agnosticismo.



📏 "L'uomo è misura di tutte le cose"    

È la sua tesi più famosa (homo mensura). Significa che non esiste un metro di giudizio esterno all'essere umano per valutare la realtà. Questa frase ha tre livelli di interpretazione:

  1. Livello Individuale: Ogni persona percepisce la realtà in modo diverso (ciò che è "caldo" per me può essere "freddo" per te). Entrambi abbiamo ragione.

  2. Livello Culturale/Sociale: Ogni comunità ha i propri valori e leggi. Non esiste una cultura "più vera" di un'altra, ma solo diverse convenzioni (Nomos).

  3. Livello Umano: L'umanità intera giudica il mondo attraverso i propri sensi e la propria struttura mentale, che sono diversi da quelli di altre specie.


🛠️ I Pilastri del suo Pensiero

1. Il Relativismo e le "Antilogie" 

Protagora sosteneva che su ogni argomento si possono fare due discorsi contrapposti (antilogie). La sua abilità consisteva nel "rendere più forte l'argomento più debole" attraverso la retorica, non per ingannare, ma per dimostrare che ogni tesi può essere sostenuta con ragioni valide.

2. Il Criterio dell'Utile

Se non esiste una verità assoluta, come facciamo a vivere insieme senza cadere nel caos? Protagora sostituisce il concetto di "Vero" con quello di "Utile":

  • Tra diverse opinioni, bisogna scegliere quella che si dimostra più efficace per il benessere del singolo e della comunità.

  • Il sofista ha il compito di educare i cittadini a riconoscere e promuovere ciò che è socialmente utile.

3. L'Agnosticismo Religioso

Protagora fu uno dei primi pensatori a dichiararsi agnostico. In un suo scritto affermò:

"Riguardo agli dèi, non ho la possibilità di accertare né che sono, né che non sono, opponendosi a ciò molte cose: l'oscurità dell'argomento e la brevità della vita umana."

Questa posizione gli costò un'accusa di empietà ad Atene e l'esilio.


🏛️ Vita e Contesto

  • Atene e Pericle: Fu un caro amico dello statista Pericle, che gli affidò l'incarico di scrivere la costituzione della colonia di Turi (una città basata su principi democratici e d'avanguardia).

  • La fine: A causa delle sue idee religiose, i suoi libri furono bruciati pubblicamente ad Atene. Morì, secondo la tradizione, in un naufragio mentre fuggiva verso la Sicilia.

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